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L'altra parte....
Ad una cara amica...
Il rombo
della cascata
Chiudo gli
occhi e ti ascolto con il cuore.
Sento, si,
sento tanto. Due orecchie sono poche, per ascoltarti.
Si, perché
questa donna si ascolta con l’anima.
Ed ecco che
arriva il suono delle gocce d’acqua che saltellano le une sulle altre,
eccheggiano e rimbalzano sui sassi coperti di muschio: la tua risata arriva
fresca come la polvere fine di acqua di una cascata che crea l’arcobaleno,
quando il sole della tua allegria l’attraversa riflettendo all’infinito la tua
bellezza.
Ascolto,
ancora.
Sento
l’energia che si sprigiona dalle viscere della terra, quella potenza del magma
dei primordi della tua essenza, forte, calda, avvolgente, che tutto brucia per
risorgere a nuova vita; la fenice del venire in contatto con te ha fatto
risorgere a nuova vita il mio concetto di amicizia.
Mi manca
ancora un suono, per completare l’empatia che ascolto, pensandoti: la tua voce
mi ricorda il frusciare del vento tra la chioma di una grande, saggia e ben
ancorata quercia, alla terra di cui si nutre.
Sentilo,
quel fruscio: parla di tanto, sussurra, a volte grida la felicità di vivere, di
amare. Ti coinvolge.
E sono
felice di essere una di quelle foglie che compone la chioma della tua vita, e
di essere parte del suono che genera la tua risata, saltellando su di me, e
sulle tante pietre di cui è costellata la tua cascata, attraverso la quale
cammini nel mondo.
"A volte mi pare davvero di conoscerti da un’infinità
di tempo, tanto mi sento in sintonia con te quando ti sto vicino.
E' semplicemente magia quando in te hai dei pensieri
e delle convinzioni e la persona che hai di fronte, sorprendendoti li ripete
esattamente uguali, ma ad alta voce. E' come se la tua anima parlasse con la
sua voce. E se mai ne avessi bisogno, ecco un'ulteriore conferma: te ne sei
innamorata.
Si, mi sono innamorata.
Ma sono confusa.
Mi sembra di sentire nell’aria quella canzone
“Knoching on heaven’s door” , bussando alla porta del paradiso, e prima o poi
quella porta, proprio quella, si, quella che porta al mio paradiso si aprirà,
anche se passo da momenti di piena felicità, mentre accarezzo il mio amore, a
profondi canyon di paura, dove il senso di colpa impera sovrano sul mio cuore".
Da Greta e il Daimon, di Marina Andruccioli
Dedicato ad una splendida persona....
A Ignazio
La
Luna e il Lago

Quando
manca qualcosa, rimane il segno con attorno la polvere, come quando sposti un
oggetto rimasto li per anni.
Ma quella
polvere, racconta di tanto tempo passato a vivere.
Penso al tuo
sorriso.
Mi viene in
mente lo sciabordio dell’acqua calma di un lago e la lunga scia di luce della Luna che sorge.
Nel
silenzio, sono tanti i rumori dei ricordi, a chi sa ascoltare.
Perché il tempo, adornato dei ricordi, è un prezioso
alleato.
E la scia di
luce, arancione come il miele della dolcezza del tuo modo di porti agli altri,
brilla, dando un tocco signorile all’acqua, come il tuo modo di fare brillava
per la gentilezza con cui mi salutavi, le poche volte che ci siamo incrociati
nei corridoi del Comune.
Nelle
orecchie la tua voce. Mi ricorda la sonata “Al Chiaro di Luna”, le note
sommesse di chi tocca i tasti della vita con la grazia con cui lo facevi tu.
Poche righe
dedicate ad una persona che conoscevo appena, ma che mi ha confermato che belle
persone, che bei ricami si scoprono tra le pieghe del tessuto di cui è fatto il
mondo.
Ciao, Marina
Dicono del Libro "L'Attesa"....
Mi hai commosso e stupita. Le descrizioni preziose, ricche di attenzione ai particolari, i dialoghi costruiti su un linguaggio immediato che connota la psicologia di ogni personaggio, dai commenti di tutti i personaggi in questo libro traspare la naturale sensibilità della mano scrittrice che diventa complice di chi legge… M.
E’ breve ma ricco di significato. Sei riuscita a descrivere con semplicità e snellezza i turbamenti che determinano nell’animo umano questi status di abbandono e annullamento totale. Brava! M.
Il libro mi ha fatto piangere, sorridere, riflettere e il finale dire che mi ha stupito è poco! Insomma: bello e toccante! F.
Grazie per la forte emozione che mi hai dato leggendo il tuo libro. Racchiude i valori più grandi dell’esistenza umana come l’amore e la famiglia ed è ricco di esperienze che tendiamo ad allontanare come la malattia e la morte. Complimenti per come sei riuscita in poche pagine a concentrare tante emozioni. F.
Interessante l’incontro scontro tra i due protagonisti, Anna e Tommaso.
Nella descrizione della malattia di Anna sei stata onesta: la necessità di guardare fuori da se stessa verso Tommaso la obbliga a distogliere l’attenzione dalla sua malattia . Così Anna scopre e riscopre se stessa nel momento che non si guarda più dentro ossessivamente ma si guarda attorno attraverso gli occhi di Tommy. Tu descrivi con maestria questo passaggio della riscoperta del suo corpo che diventa, anche se solo con gli occhi, il primo passaggio per riappropriarsi della propria vita. E il finale, a sorpresa, è un gioco di prospettive.
Un libro, questo, che ci porta in una vicenda davvero bella, toccante, umana e soprattutto sincera, dote rara in un libro. F.
Ho letto tutto d’un fiato il romanzo, presa fino alla fine e commossa su più di una riga… sembrava che tu fossi seduta qui con me! Mi è sembrato di riconoscere in più punti la forza con cui affronti ogni difficoltà. L.
Ho letto d’un fiato “L’Attesa”. Il tuo scrivere vivace e ritmato mi seduce come le note del pifferaio…. R.
Ho letto il libro tutto d’un fiato, ultimamente sono pochi i libri che catturano la mia attenzione. Ottimo il ritmo che “tiene” fino alla fine e bella la scrittura. La caratteristica prima del tuo modo di scrivere è la semplicità, una scrittura asciutta e meno compiaciuta e per questo più efficace nel raccontare. A.
Leggendo ho partecipato al miracolo che si avvera quando la lettura affascina e magari salti qualche parola pur di sapere come va a finire. Mi hai affascinato, bella la storia arricchita di una umanità propria di chi ha vissuto esperienze di dolore. V.
Mi hai commosso e stupita. Le descrizioni preziose, ricche di attenzione ai particolari, i dialoghi costruiti su un linguaggio immediato che connota la psicologia di ogni personaggio, dai commenti di tutti i personaggi in questo libro traspare la naturale sensibilità della mano scrittrice che diventa complice di chi legge… M.
E’ breve ma ricco di significato. Sei riuscita a descrivere con semplicità e snellezza i turbamenti che determinano nell’animo umano questi status di abbandono e annullamento totale. Brava! M.
Il libro mi ha fatto piangere, sorridere, riflettere e il finale dire che mi ha stupito è poco! Insomma: bello e toccante! F.
Grazie per la forte emozione che mi hai dato leggendo il tuo libro. Racchiude i valori più grandi dell’esistenza umana come l’amore e la famiglia ed è ricco di esperienze che tendiamo ad allontanare come la malattia e la morte. Complimenti per come sei riuscita in poche pagine a concentrare tante emozioni. F.
Interessante l’incontro scontro tra i due protagonisti, Anna e Tommaso.
Nella descrizione della malattia di Anna sei stata onesta: la necessità di guardare fuori da se stessa verso Tommaso la obbliga a distogliere l’attenzione dalla sua malattia . Così Anna scopre e riscopre se stessa nel momento che non si guarda più dentro ossessivamente ma si guarda attorno attraverso gli occhi di Tommy. Tu descrivi con maestria questo passaggio della riscoperta del suo corpo che diventa, anche se solo con gli occhi, il primo passaggio per riappropriarsi della propria vita. E il finale, a sorpresa, è un gioco di prospettive.
Un libro, questo, che ci porta in una vicenda davvero bella, toccante, umana e soprattutto sincera, dote rara in un libro. F.
Ho letto tutto d’un fiato il romanzo, presa fino alla fine e commossa su più di una riga… sembrava che tu fossi seduta qui con me! Mi è sembrato di riconoscere in più punti la forza con cui affronti ogni difficoltà. L.
Ho letto d’un fiato “L’Attesa”. Il tuo scrivere vivace e ritmato mi seduce come le note del pifferaio…. R.
Ho letto il libro tutto d’un fiato, ultimamente sono pochi i libri che catturano la mia attenzione. Ottimo il ritmo che “tiene” fino alla fine e bella la scrittura. La caratteristica prima del tuo modo di scrivere è la semplicità, una scrittura asciutta e meno compiaciuta e per questo più efficace nel raccontare. A.
Leggendo ho partecipato al miracolo che si avvera quando la lettura affascina e magari salti qualche parola pur di sapere come va a finire. Mi hai affascinato, bella la storia arricchita di una umanità propria di chi ha vissuto esperienze di dolore. V.
Critica letteraria...
Profilo critico de “L’attesa”, concorso letterario “Il
litorale”
Una storia che unisce due vicende drammatiche che sembrano
percorrere due strade differenti ma che tendono inesorabilmente verso lo stesso
punto. I protagonisti esprimono in modi diversi le loro angosce e
preoccupazioni: Tommy attende quotidianamente con la valigia pronta, sostenuto
dalla sua ingenuità consolatrice, una madre che lo ha abbandonato e non tornerà
mai e Anna vive una vita di abbandono nel rimpianto di un figlio perduto in
tenera età.
L’autrice, riesce a cogliere con precisione e accuratezza le
tensioni e le ansie che albergano nei cuori dei personaggi principali e nello
stesso tempo descrive gli stati d’animo delle altre persone che ruotano attorno
ad essi.
Il linguaggio scorrevole e una prosa semplice ed efficace,
uniti alla semplicità narrativa, sono i punti di forza dell’autrice e queste
peculiarità distintive creano un’opera che il lettore apprezza e legge tutto
d’un fiato: inevitabile risulta il finale che si estrinseca nel “trionfo
dell’amore”.
Di monologo in monologo....
Una donna sale sul palco del teatro della sua vita e racconta....
Per una volta, smetto di essere una donna che corre e
si affanna sulle scale mobili della vita,
chiedo silenzio al pubblico che affolla il teatro della mia esistenza
con un gesto perentorio della mano, a passo svelto raggiungo il centro del
palco, sento scricchiolare le tavole di legno sotto alle pantofole che
profumano di casa e di detersivi e di noia, e sento il brusio del pubblico, la
luce del faro che mi illumina rigida, al centro della scena.
Per una volta, smetto di essere una donna che corre e
si affanna sulle scale mobili della vita,
chiedo silenzio al pubblico che affolla il teatro della mia esistenza
con un gesto perentorio della mano, a passo svelto raggiungo il centro del
palco, sento scricchiolare le tavole di legno sotto alle pantofole che
profumano di casa e di detersivi e di noia, e sento il brusio del pubblico, la
luce del faro che mi illumina rigida, al centro della scena.
Adesso parlo io, e vi racconto la mia storia.
Se a qualcuno venisse in mente di pormi questa
domanda: “Qual è la cosa più bella che le è capitata?”, non chiederei una
vocale e neppure l’aiuto da casa. No.
La domanda potrebbe sembrare banale, eppure la vita, ma
soprattutto mia figlia, mi ha insegnato che nulla è banale.
La risposta
che darei può sembrare ancora più mediocre: “La prima parola di mia figlia”.
Perché non è una risposta ordinaria? Semplice: mia figlia è sordomuta.
O meglio, per una strana miscela di capricci della
vita e di trame del mio destino, mia figlia DOVEVA essere sordomuta. Invece, e buon
per lei, è nata negli anni 2000, e la tecnologia di oggi ci permette di
annullare completamente questo handicap.
Già.
E se ancora mi avessero chiesto “Se dovesse dire
grazie a qualcuno, chi sarebbe questa persona?”.
A chi devo dire grazie? Sempre a mia figlia, la quale
mi ha insegnato che sono le condizioni avverse a rendere le cose straordinarie.
Tenere duro a dispetto delle avversità. In una parola: coltivare la speranza.
Per sperare cosa, poi? Inseguire un sogno? Se il problema è genetico non c’è
nulla da fare, ci dicevano i medici, il linguaggio dei segni dovete insegnarle,
quelli la aiuteranno, dovete farvene una ragione e accettare il destino
avverso.
E invece, ho pensato, guardando quegli occhi che io
ho contribuito a generare: “I sogni ci aiuteranno, cara bimba mia”, si, i sogni di un signore geniale, che negli
anni settanta fantasticava un computer che potesse fare quello che l’orecchio
umano era impossibilitato a fare per colpa di una natura matrigna.
E quasi trent’anni dopo il frutto del sogno di un
uomo che vedeva oltre l’ordinario e il consueto adesso è tra le nostre mani, è
quello che hai tu, figlia mia, nella tua piccola testolina e che ti permette di
sentire quella inspiegabile melodia che è la voce della tua mamma, che è il
suono del mondo, che è quella sinfonia di note che ti hanno permesso di
ascoltare curiosa e di comporre quell’alchimia di vocali e consonanti che è
stata la prima tua parola: MAMMA.
La cosa più bella del mondo: la tua prima parola a
dispetto della tua condizione di potenziale sordomuta, a dispetto del tuo
destino già tracciato.
Grazie ad un orecchio bionico.
Si, cara platea, voi che rumoreggiate increduli nelle
ultime file, una soluzione che era stata sognata trent’anni prima da un cuore
impavido e visionario, che ha trasformato quel sogno in realtà ed ha modificato
il destino avverso di mia figlia in una partita in cui il risultato non era già
segnato da un fato avverso, e adesso lei se la può giocare alla grande, questa
partita della vita, al pari degli altri.
Anzi, avendo gli altri sensi molto più sviluppati per
sopperire all’udito che ti mancava, mi sa che hai uno o due assi nella manica,
cara bimba mia.
Dicono che le avversità capitano a chi ha le capacità per porvi rimedio.
Tutte cazzate. Le avversità servono solo ed
unicamente ad una cosa: apprezzare le piccole gioie della vita, quelle che si
sciolgono nell’affanno delle tante cose da fare, quelle che ti perdi mentre sei
indaffarato a fare altre cose, quei piccoli attimi di felicità che se ne vanno
veloci come la sabbia nel collo della clessidra.
Una sera di maggio ho fermato quella sabbia finissima
e le ho cucito addosso un momento magico, uno dei tanti che porto nel cuore,
ora che mi soffermo a vederli, non a guardarli.
Era una sera di giugno e la mia bimba aveva due anni.
L’ho presa in braccio e siamo uscite insieme nella
notte del giardino di casa.
Lei ha sbattuto le palpebre, e quando si è abituata
alla penombra della notte rischiarata appena dalla luna piena, le ha viste.
Quei piccoli puntini luminosi le danzavano intorno,
ci avvolgevano di luce magica, sembrava che il cielo fosse sceso a trovarci, o
noi fossimo riuscite a salire per
curiosare lassù.
Lo stupore e il sorriso di meraviglia che le si
dipinse sul volto, non lo scorderò mai.
La prima volta che mia figlia ha visto le lucciole,
non riuscirei a descriverlo: solo Dio riesce a sintetizzare il bello usando le
cose terrene, è compito suo.
Non rumoreggiate, vi prego, ho quasi finito, abbiate
ancora un poco di pazienza.
Sono solo una mamma che ha cercato di tenere unita la
sua famiglia, a dispetto del grande dolore e della dura prova che ho dovuto
affrontare: una donna non può permettersi di lasciarsi andare, neppure quando
il dolore ti piega, siamo fatte di ferro noi donne, ma anche il ferro a forza
di essere colpito si piega.
Ma il calore può raddrizzare una barra di ferro, si,
il calore dell’amore per un figlio può fare questo.
E per ringraziarti di tutto quello che mi hai
insegnato, seppur così piccola, ecco la lettera che ti ho scritto, come faccio
tutti gli anni, per il tuo compleanno, e che ti lascio come un piccolo
concentrato del mio amore per te, e che leggerai quando sarai grande, e forse
io non ci sarò più: si intitola La vita è bella.
“Ad ogni singolo
filo d'erba è destinata almeno una goccia di rugiada del mattino. La mia goccia
di rugiada è il sorriso che mi regali ogni mattina quando ti sveglio.
Tanti sono i ricordi e le emozioni che si affollano
qui sulle mie dita. Le dodici lune passate insieme sono ricche di fragranti
profumi come solo la pelle di un neonato sa essere, di morbido velluto dei tuoi
capelli, di gorgoglii di felicità come il suono del mare che si arrotola tra le
conchiglie striate di gioia, i tuoi piccoli progressi. Ti guardo e accarezzo
con gli occhi i tuoi fini capelli ramati di vita, quei bagliori d'oro che
luccicano al sole della vita.
Quelle piccole mani che stringono forte tutte le
potenzialità della vita, che è solo agli albori, con te.
Gli occhi blu, profondi e dolci, come lo sconfinato
oceano di amore che trasmetti quando mi sorridi felice.
E quando incontrerai il Brucaliffo, pensalo come ad
una metafora, perché ogni problema può trasformarsi in una cosa bella, in una
conquista, non tutto quello che è brutto deve essere allontanato in quanto
tale. Allontanando il bruco, potresti perderti la bellezza di una farfalla.
E quando starai per giudicare una persona, pensaci,
potresti trovarti davanti al Cappellaio matto. Eccentrico, si, ma in fondo una
brava persona che vuole solo offrirti una buona e calda tazza di the.
E ricordati di festeggiare il non-compleanno, perché
ogni giorno è una festa.
Alice, quella favola di cui porti il nome è l'augurio che la tua mamma ti ha fatto, perché tu possa inseguire si il tuo coniglio bianco, ma che nella meravigliosa corsa della vita tu non ti perda nulla di quello che ti circonda in questo mondo che, se vuoi, sarà davvero delle meraviglie. La mamma”.
Alice, quella favola di cui porti il nome è l'augurio che la tua mamma ti ha fatto, perché tu possa inseguire si il tuo coniglio bianco, ma che nella meravigliosa corsa della vita tu non ti perda nulla di quello che ti circonda in questo mondo che, se vuoi, sarà davvero delle meraviglie. La mamma”.
Si spegne la luce. Il mio monologo è terminato, lo
spettacolo è andato in scena, ed è tutto finito, tutto passato.
Per gli spettatori della mia realtà può sembrare
così, conoscenti e parenti pensano che ho vissuto un brutto periodo della mia esistenza,
e che la vita è tornata a scorrere come sempre.
La vita continua,
the show must go on.
A luci spente, a capo chino, lo sguardo di nuovo sulle
mie ciabatte, sento la sala che si svuota.
Ripercorro il palco a ritroso, dietro le quinte: il
momento da personaggio principale della mia vita è finito.
Ma mentre loro se ne vanno con la certezza di essere stati
i protagonisti per questi brevi momenti mentre io parlavo, io so di poter
osservare le persone a cui voglio bene da un punto di vista privilegiato per
tenere unita la famiglia, ma soprattutto la mia esistenza, con il cuore e la
ragione.
E’ questo il posto di una madre, di una donna: le
quinte dell’esistenza della propria famiglia, per mandare in scena il grande
palco della vita con la luce giusta, i costumi giusti, e suggerire le battute
giuste, in caso qualche attore non abbia imparato bene la parte.
Insomma, quello che una buona madre fa tutti i santi
giorni.
E tutto ha un senso.
Si dice che la vita sia sempre troppo corta. Ma è il
senso che le diamo quello che le da spessore, come la spendiamo e la felicità
che diamo agli altri.
Anche se loro non lo sanno.
Questa merita di essere letta...
Il mezzadro scozzese
Mentre era al lavoro nei campi, un povero mezzadro scozzese sentì un grido d'aiuto provenire dalla palude vicina. Vide un bambino che affogava nelle sabbie mobili e a rischio della propria vita lo salvò. Il padre di quel bambino era un nobile: la sera stessa bussò alla casa del mezzadro e per sdebitarsi si offerse di pagare le scuole al figlio.
Così il figlio del mezzadro poté frequentare i migliori istituti del Regno Unito e laurearsi in medicina fino a diventare famoso. Il suo nome infatti era Alexander Fleming, lo scopritore della penicillina. Qualche tempo dopo, il figlio del nobile che il mezzadro aveva salvato si ammalò gravemente di polmonite e la penicillina lo guarì. Si chiamava Winston Churchill, il premier britannico che fermerà Hitler.
Senza saperlo, con un solo gesto il mezzadro scozzese aveva cambiato due volte la storia dell'umanità. Per chi si ritrova bombardato di notizie e sballottato fra eventi che non capisce più, questa storia vera, recuperata su Internet, rilassa come un messaggio alla cervicale.
Combatte quel senso di inutilità che ci pervade fino a immobilizzarci, come se ogni cosa fosse sfuggita al nostro controllo e il cinismo rappresentasse l'unico antidoto allo smarrimento. Ma le azioni di ogni individuo producono sempre un risultato da qualche parte. E hanno un senso preciso, anche quando chi le compie gliene dà un altro oppure nessuno, dal momento che non gli è concesso di conoscere tutto il copione.
Massimo Gramellini
Dove dorme l'anima?
Iniziò così una delle più belle e intense sperienze che io abbia mai vissuto:
“Tutti sappiamo che abbiamo un’anima.
Non sappiamo però dove sta, qual è il suo posto nel
nostro corpo: sappiamo per certo dove si trova lo stomaco e il cuore, ma qual è
il posto dell’anima, quello proprio no. Si dice che non abbia un posto fisso perché
è itinerante nel corpo, e che si sposti a seconda che si stia parlando con
trasporto, e allora si posiziona nella gola, se ci si commuove negli occhi, se
si sta facendo l’amore si accoccola sulla pelle.
Io però so per certo che lei, l’anima, quando riposa
si ferma sempre nello stesso punto del corpo, e questo punto è diverso per ognuno
di noi”.
“E come si fa a sapere qual è?” le chiesi.
“E’ molto semplice. Occorrono una persona di cui ti
fidi, 10 minuti del tuo tempo, un posto tranquillo e se sei disposto a chiudere gli occhi e a
lasciarti andare, possiamo provare anche subito a cercare quel punto sul tuo corpo” mi rispose.
Da Greta e il Daimon di Marina Andruccioli
Stanotte Luna piena!!
Stanotte luna piena finalmente!
"C’era la luna. Io sono una fanatica, della luna.
Il nostro satellite sa rapirmi, ogni volta che illumina il cielo con la sua luce fredda io mi riscaldo il cuore al chiarore riflesso del sole. A volte penso a lei come ad uno specchio che cattura e rimanda i raggi solari, ma filtrati con l’energia femminile a cui lei da un’impronta particolare. Uno dei miei film preferiti è “Stregata dalla luna” che ha come protagonista la cantante Cher. Ecco, quella luna piena è magica. Mi piace quando sorge bassa in estate, rossa nel cielo e grande tanto da sembrare enorme, ma quando fa capolino tra le nuvole nel cielo invernale, ecco, vederla apparire e sparire come se corresse veloce nel cielo mi fa accapponare la pelle, tanto mi emoziona. Forse in un’altra vita ero legata al culto della luna, chissà."
da "La lista dei sogni" di Marina Andruccioli
Anime Gemelle
....me
lo disse guardandomi nuovamente negli occhi “Ci insegnano che dobbiamo amare
una sola persona perché è l’amore supremo, totale, per tutta la vita, ci
ripetono che dobbiamo affannarci tutta la vita per trovare la nostra mezza
mela. Io credo invece che si possono amare tante persone, di un amore totale,
completo, ma diverso uno dall’altro, che non toglie nulla alla persona che hai
al tuo fianco, se non oltrepassi la soglia del rispetto”.
Negli
anni successivi, tutte le volte che ho aperto il cassetto dei ricordi di quella
sera, mi ha avvolto una calda e confortante sensazione, come se fossi tra le
braccia di un angelo che mi sussurra una ninna nanna, come se fossi ancora tra
le sue braccia, tra le amate braccia di Massimo.
La
fine di quella crociera mi ha lasciato ricordi e percezioni che hanno posto un
tassello fondamentale nella ricostruzione della Emma che sono oggi. Mentre mi
stringeva tra le sue braccia mi ha sussurrato una frase che mi sono ripetuta
spesso, nei giorni tristi: ogni problema può trasformarsi in una cosa bella,
non tutto quello che è brutto va allontanato in quanto tale. Allontanando il
bruco, potresti perderti la bellezza di una farfalla.
Una
meravigliosa metafora che ho fatto mia.
L’ultima
sera, prima che le nostre vite si separassero, momentaneamente o per sempre in
quel momento non ci era dato saperlo, Massimo mi ha anche detto che non importa
con chi sei sposato o a chi vuoi bene, ci sono persone che ti accompagneranno
comunque per tutta la vita.
Da "La lista dei sogni" di Marina Andruccioli
DICONO DI ME........
Un bellissimo articolo di Patrizia Mascarucci sull'aperitivo letterario del 3 dicembre svoltosi presso la biblioteca di Cattolica, potete leggerlo sul blog di Patrizia clikkando sul seguente link:
http://gradarablog.wordpress.com/2012/01/15/791/
Grazie!!!
http://gradarablog.wordpress.com/2012/01/15/791/
Grazie!!!
Il Narciso vaffa e le protagoniste...
Dopo il successo de "Il dottor Narciso Vaffa e le sue donne" ecco finalmente le protagoniste!
http://www.youtube.com/watch?feature=endscreen&v=Xe2UCC27lY4&NR=1
Dedicato a tutte le donne.....
http://www.youtube.com/watch?feature=endscreen&v=Xe2UCC27lY4&NR=1
Dedicato a tutte le donne.....
Aperitivo letterario
Ecco le foto della bella presentazione che si è svolta sabato 3 dicembre alla biblioteca di Cattolica.
Ho avuto l'onore di dividere il "palco" con Vincenzo Cecchini, poeta e pittore. L'obiettivo che ci siamo dati era emozionare la platea.
Per farlo ci siamo confrontati, noi due, sui tanti temi che la vita ci propone, dall’amore alla solitudine alla spiritualità e tanto altro, leggendo brani tratti dal mio libro "La lista dei sogni" e delle poesie di Vincenzo, abbiamo confrontato il poeta e lo scrittore.
Ho avuto l'onore di dividere il "palco" con Vincenzo Cecchini, poeta e pittore. L'obiettivo che ci siamo dati era emozionare la platea.
Per farlo ci siamo confrontati, noi due, sui tanti temi che la vita ci propone, dall’amore alla solitudine alla spiritualità e tanto altro, leggendo brani tratti dal mio libro "La lista dei sogni" e delle poesie di Vincenzo, abbiamo confrontato il poeta e lo scrittore.
Abbiamo proposto di ascoltare la stessa musica, cioè lo stesso tema, suonata con due strumenti diversi, la poesia e la narrativa. La musica è la stessa, ma la stessa melodia suonata con un pianoforte o con un violino emoziona in modo differente, e a volte il risultato sorprende.
E’ proprio questa differenza che siamo andati a cercare.
Aperitivo letterario
Cattolica, Centro Culturale Polivalente
Piazza della Repubblica, 31
Inizia sabato 26 novembre 2011 alle ore 18 a Cattolica al Centro Culturale Polivalente di Piazza della Repubblica un ciclo di incontri pomeridiani all'insegna della letteratura e della poesia che proseguirà ogni sabato sino al 17 dicembre.
Organizzata dalla Biblioteca Comunale nell'ambito del progetto Promozione alla lettura, curata e condotta da Anna Sanchi, la rassegna recluta per ogni appuntamento due autori a confronto, il poeta e il narratore, voci emerse nel recente panorama letterario regionale e nazionale. Saranno Maria Teresa Codovilli e Roberto Buscarini ad aprire la rassegna, poi Vincenzo Cecchini e Marina Andruccioli, Claudio Roncarati e Gina Codovilli, infine Pasquale D'Alessioe Stefania Maestri. Saranno tutti invitati in un dialogo serrato, cadenzato dalla lettura di brani, sotto la guida di Anna Sanchi, ad affrontare temi e generi letterari, svelando, attraverso la loro scrittura, aspetti della vita e della sensibilità contemporanea.
L'amministrazione comunale cattolichina, nonostante i tagli operati dal governo nel settore cultura, intende dare continuità ad una tradizione di qualità e innovativa che per decenni ha caratterizzato le stagioni culturali della città. A chi, ottusamente, dichiara che “con la cultura non si mangia”, va risposto, invece, che il miglior investimento per una società ed il suo futuro sta proprio nella cultura, nella scuola, nella formazione: Cattolica chiuderà il 2011 quindi con un brindisi letterario.
Il calendario dei prossimi appuntamenti dell' Aperitivo letterario è il seguente:
sabato 3 dicembre: Vincenzo Cecchini, Antologia poetica / Marina Andruccioli La lista dei sogni
sabato 10 dicembre: Claudio Roncarati, La fata fatua e lo psichiatra / Gina Codovilli, Il mio Principe
sabato 17 dicembre: Pasquale D'Alessio, Antologia poetica / Stefania Maestri, Il coraggio di essere
Presentazione del romanzo "La lista dei sogni" Domenica 20.11.2011
PRESENTAZIONE DEL LIBRO "LA LISTA DEI SOGNI"
Lancia il tuo cuore avanti a te,
e corri a raggiungerlo. Proverbio arabo.
Domenica 20.11.2011
Ore 17.00
Hotel Boemia - Sala Meeting Fellini
Viale Gramsci, 87 - Riccione
Marina Andruccioli
Presenta
“La lista dei sogni”
Ed.Albatros Il Filo
Interverranno:
Francesca Pedini, giornalista
Moderatrice
Giuliano Volpinari
Voce narrante
Neri Marcorè al concerto dei Negramaro
Un grande momento vissuto al concerto dei Negramaro, un tributo a Pasolini, alle sue lucciole, alla bellezza della natura, alla potenza delle parole lette ad alta voce........... e non ce n'è per nessuno.....www.youtube.com/watch?v=kWLkgGZ0HMo&feature=related
... dal minuto 5.00 le lucciole e la sublime penna di Pasolini....
CONCERTO NEGRAMARO, IO C'ERO!!!
Il mio secondo libro, "La Lista dei Sogni" ha come colonna sonora la canzone "Estate" dei Negramaro, nel senso che mentre lo scrivevo ascoltavo questa canzone, e dato che è appena stato pubblicato mi sembrava di buon auspicio esserci a Pesaro alla data zero del "Casa 69 tour"!!!Ecco al link http://www.youtube.com/watch?v=bl2fQCojxo0&noredirect= il video realizzato all'Adriatic Arena sabato 1 ottobre.
Concerto fantastico, e poi "Estate" solo voce e pianoforte era da brivido.....
http://www.youtube.com/watch?v=0CUVNTf1Lrk&ob=av2e clicca qui se vuoi ascoltarla.
SITO AGGIORNATO!!
Clicca su www.marinaandruccioli.it/recensioni.htm per visualizzarle!
IL MIO SECONDO LIBRO
Finalmente è disponibile in tutta Italia il mio secondo libro, "La lista dei sogni".
E' possibile ordinarlo direttamente alla mia casa editrice all'indirizzo mail ordini@ilfiloonline.it o al numero 0761 1763012 e in qualsiasi libreria italiana fornita da Ugo Mursia, con un tempo di consegna circa 20 giorni, dato che la mia è una piccola casa editrice. Verifica in questo link le librerie fornite più prossime a te:
Sul sito della mia casa editrice:
è possibile leggere qualche informazione sull'autore e sul libro e si può ordinare il libro sia cartaceo che in formato e-book con uno sconto dal prezzo di copertina e riceverlo tramite corriere comodamente a casa propria.
E a breve vi comunicherò la data della presentazione ufficiale del libro che sto organizzando e vi aspetto numerosi!!
Grazie, Marina
IL DOTTOR NARCISO VAFFA E LE SUE DONNE
Questo si che è un libro da avere sul comodino!
E ci sono anche io, con il racconto "Ciao Narciso, la vita mi aspetta".
Clicca sul link Il Dottor Narciso Vaffa e le sue donne per maggiori info!!!!
Venti autrici. Venti racconti. Venti ritratti del Dottor Narciso Vaffa. Il Dottor Narciso Vaffa incarna, in infinite declinazioni possibili e impossibili, quanto di peggio noi donne abbiamo scoperto negli uomini che abbiamo amato. Grandi passioni (o imprud...enze?) seguite da cocenti delusioni. Mentre i protagonisti maschili rivelano più o meno progressivamente la loro pochezza, le figure femminili, inizialmente sopraffatte, trovano dentro di sé risorse inaspettate che le conducono alla fine a uscirne, con un ghigno o con un sorriso, vitali e migliori. Storie vere, verosimili, frutto della più sfrenata fantasia? Poco importa. Importano le situazioni, le relazioni, le emozioni e i sentimenti in cui non è difficile immedesimarsi e riconoscersi, che commuovono e ci regalano un prezioso effetto catartico e un senso di appartenenza e intima sorellanza. Il dott. Narciso Vaffa e le sue donne. il libro che nasce da un socialnetwork e da una nuova sorellanza. è in uscita, in tutta Italia, edito da Gox edizioni, un’opera dal titolo ironico e intrigante “il dott. Narciso Vaffa e le sue donne”. Si tratta di una raccolta di racconti brevi, scritti da donne, spesso tra loro sconosciute, che si sono ritrovate, in un gruppo di Facebook, a parlare di uomini “narcisi”. Poteva essere un’occasione di lamentele e di recriminazioni e, invece, è diventato un luogo in cui rispolverare concetti desueti, come la sorellanza, la solidarietà, l’ironia. Donne di tutte le età e di ogni provenienza si sono scambiate opinioni ed emozioni, dando vita a questo gioiellino. La prematura ed improvvisa scomparsa di uno dei membri del gruppo, Eleonora Amato, cui l’opera à dedicata, ha fatto da collante all’iniziativa che, da gioco è diventata sempre più credibile, fino a giungere alla pubblicazione del libro.
E ci sono anche io, con il racconto "Ciao Narciso, la vita mi aspetta".
Clicca sul link Il Dottor Narciso Vaffa e le sue donne per maggiori info!!!!
FINALMENTE IN USCITA IL MIO SECONDO LIBRO
Finalmente dai primi giorni di settembre sarà disponibile in tutta Italia il mio secondo libro dal titolo "La lista dei sogni", edizioni Albatros Il filo.
Ecco la quarta di copertina:
Sentendosi alla deriva emotiva, decide di scrivere una lista dei sogni,
non una mera serie di intenti, bensì un foglio vivo che freme di vita. Da qui parte questo romanzo, un viaggio tra i viaggi della protagonista, che ci porta in un gioco di specchi dove “l’esterno” coincide stranamente, e a volte in modo bizzarro, con “l’interno”."
A breve le date della presentazione ufficiale!
PROFILO CRITICO
Mi sono classificata seconda nella sezione libro edito di narrativa al 13° Premio Nazionale di Poesia e Narrativa "IL LITORALE", ed ecco il Profilo Critico che hanno tracciato de “L’attesa”:
Una storia che unisce due vicende drammatiche che sembrano percorrere due strade differenti ma che tendono inesorabilmente verso lo stesso punto. I protagonisti esprimono in modi diversi le loro angosce e preoccupazioni: Tommy attende quotidianamente con la valigia pronta, sostenuto dalla sua ingenuità consolatrice, una madre che lo ha abbandonato e non tornerà mai e Anna vive una vita di abbandono nel rimpianto di un figlio perduto in tenera età.
L’autrice, riesce a cogliere con precisione e accuratezza le tensioni e le ansie che albergano nei cuori dei personaggi principali e nello stesso tempo descrive gli stati d’animo delle altre persone che ruotano attorno ad essi.
Il linguaggio scorrevole e una prosa semplice ed efficace, uniti alla semplicità narrativa, sono i punti di forza dell’autrice e queste peculiarità distintive creano un’opera che il lettore apprezza e legge tutto d’un fiato: inevitabile risulta il finale che si estrinseca nel “trionfo dell’amore”.
Grazie!!
LE MIE AIUOLE
Sono diplomata Perito Agrario, e la mia passione sono le fioriture. Quando ho scoperto l'antica tecnica della mosaico-coltura, una tecnica che permette di realizzare disegni e motivi con fiori e piantine dal fogliame colorato, mi sono letteralmente appassionata a questo lavoro! Ecco alcune foto delle aiuole da me realizzate alcuni anni fa, quando il mio lavoro era fare il GIARDINIERE!!!
Ecco le foto della premiazione!!
Ecco mentre emozionata ritiro il premio di merito della giuria, ringrazio e dedico il premio a mio padre!
Una bella serata che porterò sempre alla memoria come una delle più belle emozioni da custodire!
A parte il colore rosso aragosta delle mie guancie.....evvabbè, le emozioni sono incontrollabili, anche se si esprimono in colori un pò troppo sgargianti!!!
ma è bello così....
Una bella serata che porterò sempre alla memoria come una delle più belle emozioni da custodire!
A parte il colore rosso aragosta delle mie guancie.....evvabbè, le emozioni sono incontrollabili, anche se si esprimono in colori un pò troppo sgargianti!!!
ma è bello così....
Premio letterario Internazionale Città di Cattolica
E finalmente la serata della premiazione è arrivata! Ma allora è tutto vero, non era uno scherzo!!!
Sabato 16 Aprile, presso il Teatro della Regina di Cattolica, la premiazione.
Ecco qui il Premio di Merito della Giuria che mi hanno conferito.
Il mio primo riconoscimento letterario!
Una bellissima e indescrivibile sensazione, un bel traguardo! Ma come è noto ogni fine è un inizio di qualcosa, e ogni inizio è la fine di qualcos'altro .... Allora datemi una penna!
Sabato 16 Aprile, presso il Teatro della Regina di Cattolica, la premiazione.
Ecco qui il Premio di Merito della Giuria che mi hanno conferito.
Il mio primo riconoscimento letterario!
Una bellissima e indescrivibile sensazione, un bel traguardo! Ma come è noto ogni fine è un inizio di qualcosa, e ogni inizio è la fine di qualcos'altro .... Allora datemi una penna!
Arriva qualche riconoscimento...
Ho inoltre partecipato al Premio Letterario Internazionale Città di Cattolica aggiudicandomi il Premio di merito della Giuria per la qualità dell'opera. Ed ecco il sito di riferimento: www.associazionepegasuscattolica.it/pagine sito/pagine collegate/PREMIO 3 EDIZIONE.html
IN DIRETTA SU RADIO 101 CON TAMARA DONA'
Una bella occasione per parlare in diretta del mio libro "L'attesa" e della mia attività di scrittrice me l'ha data Radio 101, la popolare radio che ha tra i suoi Dj la splendida e solare Tamara Donà.
I tempi della radio sono piuttosto serrati, ma anche se solo per pochi minuti, l'emozione della diretta, le domande di Tamara, il raccontare delle mie parole e delle pagine del mio libro... insomma, proprio una bella emozione!
I tempi della radio sono piuttosto serrati, ma anche se solo per pochi minuti, l'emozione della diretta, le domande di Tamara, il raccontare delle mie parole e delle pagine del mio libro... insomma, proprio una bella emozione!
Se vuoi ascoltare l'intervista puoi visitare la sezione RECENSIONI del mio sito www.marinaandruccioli.it
dove troverai sia le interviste video che le interviste audio oppure su iTunes Preview cliccando qui:
itunes.apple.com/us/podcast/tamara-dona/id373549512.
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Presentazione a Morciano di Romagna del libro "L'attesa"
Martedi 8 marzo alle ore 18 presentazione del libro dell'autrice Marina Andruccioli "L'Attesa" nella rassegna "Partecipa con l'Autore" che si svolgerà durante la tradizionale Fiera di San Gregorio nel comune di Morciano di Romagna (RN) presso la caffetteria/pasticceria Garden sita in Via Due Ponti, 1.
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