Penso di avere una sola cosa buona del mio carattere, io entro in profonda empatia con le persone, leggo dentro l'anima di chi mi sta davanti, non posso farne a meno, fa parte di me. Pero' se ti porgo la mano, non la ritraggo più e ti sono vicino sempre, in ogni circostanza.
Ho amato tanto nella mia vita, profondamente, ma le persone che ti stanno vicino, quando tu le spogli di tutto con un solo sguardo e rimangono davanti a te con la sola onestà addosso, devono essere se stesse, fino in fondo. E preferiscono voltarti le spalle, che affrontare se stesse specchiate nel tuo sguardo.
E, fin'ora, sono tante quelle che hanno preferito allontanarsi e lasciarmi sola.
Allora arriva il momento in cui tutto ti delude: le persone che ami, la vita, il susseguirsi delle solite cose, anche la fede tramonta.
Senza una meta, sono inciampata in una parola, che sottintende un modo di vivere: spiritualità.
Essa non ha nulla a che fare con la religione.
Una delle tante definizioni che cercano di spiegarla e che mi è piaciuta più di tutte è la seguente: avere Dio dentro.
Essa e' uno stato d'animo che implica stare bene con se stessi e in armonia con gli altri.
Altro non serve"
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Le due effe, di Marina Andruccioli
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